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IL PALIO DI SIENA
Il Palio viene corso 2 volte all' anno il 2 Luglio "Palio
in onore alla Madonna di Provenzano" ed il 16 Agosto "Palio
dell' Assunta".
Le fasi del Palio iniziano quattro giorni prima, con la "tratta" selezione
di dieci cavalli ritenuti idonei alla corsa del palio e l'assegnazione per sorteggio
alle dieci contrade partecipanti, seguono le sei prove che vengono corse la mattina
e alla sera. Il giorno del palio alle ore 15 il campanone richiama le contrade
al raduno nel cortile del Podestà da lì partirà il corteo
storico che sfilerà nella piazza del campo, dopo di chè il campanone
della torre non suonerà più, lo squillo delle chiarine accompagnerà l'ultimo
rullio di tamburi per la sbandierata finale e lo scoppio del mortaretto darà il
segnale per l' uscita dei cavalli dall' entrone. Tutta la piazza segue con silenzio
le fasi di allineamento ai canapi, infine la corsa, la contrada vincitrice esulta
e porta con orgoglio il "CENCIO" per
le vie della città nel tripudio di tamburi e bandiere. Senza tema di errore
si può affermare che il Palio delle Contrade é la più famosa,
la più bella, la più profondamente sentita tra le manifestazioni
popolari italiane, che assomma e porta al massimo potenziale le caratteristiche
di una festa insieme religiosa e civile, di un affascinante spettacolo, di una
riesumazione storica culturale e culmina in una sfrenata corsa di cavalli nella
quale si realizzano e si esaltano l'orgoglio e l'ardentissimo spirito di competizione
delle Contrade. Queste sono singolari Istituzioni la cui origine risale al sec.
XV, che corrispondono attualmente ai diciassette rioni della Città secondo
le delimitazioni territoriali stabilite da un Bando emanato il 7 gennaio 1730
da Violante di Baviera governatrice di Siena.
IL CALCIO STORICO FIORENTINO
Il
calcio fiorentino, detto anche "calcio in livrea",
e' un gioco che affonda le sue radici nei tempi remoti. Secondo un'antica
tradizione "il
gioco del calcio" e' nato infatti sulle rive dell'Arno e, soltanto
dopo secoli, e' trasmigrato su quella del Tamigi dove, mutato il nome
in Foot-Ball, affinate le regole, ha conseguito quella fama, oggi, universalmente
riconosciuta. "Il calcio fiorentino" non
fu altro che uno dei tanti modi di giocare con quel corpo sferico di
varie grandezze, che sappiamo essere stato usato in tutte le parti del
mondo. Dai Greci, che chiamavano il gioco "Sferomachia",
il ludo, passo' ai Romani che, con il nome di "Harpastum" (strappare
a forza) lo giocavano sui terreni sabbiosi applicando precise regole
alle quali le due squadre, di uguale numero di giocatori, dovevano attenersi.
La competizione aveva carattere virile ed aspro: zuffe, lotte serrate
e continui corpo a corpo per il possesso della palla tempravano lo spirito
e sviluppavano il fisico dei cittadini e soprattutto dei legionari che
abitualmente lo praticavano. L'Arpasto, radicato nel costume di vita
dei romani, fu sicuramente introdotto anche nella "colonia Florentia",
dove divenne, piu' tardi, il gioco tipico della citta'.

